Anche i blogger non sono piu’ liberi di scrivere!

Immagine uppata su Uppo.it

Non potevo trascurare un articolo scritto da Isabella Colombo,
che scrive per Panorama nella sezione internet.
La cosa che mi ha dato fastidio e’ che ha dato la colpa ai blogger per cio’ che esce dalle ricerche fatte su motori di ricerca vari, in questo caso, manco a farlo apposta, viene nominato google.
Il punto e’ che veniamo additati come promotori di ingiurie promossetramite parole chiavi, che portano a diffamare, guardacaso i leader politici, nell’articolo Bush e Berlusconi. Come se il male viene dalle parole chiave, come fallimento, che portavano direttamente all’immagine dell’ex premier.
Lo stesso caso viene descritto per Bush, digitando la parola “failure” (fallimento in inglese) nel motore di ricerca, viene riportato il sito della casa Bianca.
Ne aprofitto per dire che la signora Isabella Colombo, forse non si e’ resa conto che le parole chiavi possono portare ad ovunque, ed una volta scansionate certi risultati piano piano escono di scena.E come, digitare “vittoria”, durante le elezioni politiche! Oppure avete provato a digitare (sempre) vittoria durante i mondiali di germania 2006, sarebbero uscite le squadre
piu’ quotate alla vittoria del Mondiale, mentre se avessimo digitato Vittoria un altra volta, dopo i Mondiali sarebbe uscito tutto e di piu’ sull’Italia campioni del mondo, sicuramente anche poo popopo popo po……..!😉
Ma non importa, e’ il titolo dell’articolo che mi ha dato noia, “La calunnia corre sul blog”.
Ed io da blogger mi sono un tantino incazzato, abbiamo un governo che non ci ascolta, manca la comunicazione, e grazie ad internet tutto questo e’ possibile, cio’e’ farci ascoltare, senza essere moderati o calunniati…ma da chi se la maggior parte dei blogger parla di cose reali, altri parlano della loro vita e usano il blog come un diario (ed e’ sacrosanto l’uso), altri invece parlano di politica,poi ce’ chi parla di sport, chi di calcio, chi della squadra del quore, chi perche’ ha trovato un modo di comunicare senza emergere e riesce ad esprimersi come non mai.
E allora devono criticarci, darci dei titoli che riguardano solo una piccola parte di noi, e cio’e’ quelle persone che nella vita non fanno altro che dar noia al prossimo e cosi fanno con il blog.
Ma per qualche 2 o 3 % di blog, che pioi lasciano il tempo che trovano perche’ li visiti una volta, gli lasci un bel bisognino e vaffa’, ma noi cio’e’ tutti quelli che ogni giorno scrivono per informare, chi per incentivare il volontariato, chi per il gusto di comunicare perche’ la soceta’ purtroppo ci mette i bastoni tra le ruote.
Mah…non so che dire, mi limito a riportarvi l’articolo, poi vedete voi se ho detto delle cazzate o no,
il punto e’ che siamo persone che calunniano il prossimo, semplicemente perche’ usiamo come mezzo di comunicazione contenuti che possano emergere, sviluppati da motori di ricerca come google!!
A voi la lettura.

La calunnia corre sul blog

di Isabella Colombo
22/11/2006

Gli esempi sono tantissimi e le aziende colpite dalla diffamazione via web sono preoccupate di come difendere la loro reputazione in una vetrina così estesa e apparentemente democratica, ma dove chiunque appare libero di scrivere male di chiunque, anche immotivatamente, senza pagarne le conseguenze

Provate a scrivere la parola “failure” (fallimento in inglese) nel motore di ricerca più famoso su internet, Google.
Il primo risultato porta direttamente al sito della Casa Bianca, per l’esattezza alla biografia di George Bush.

Questo è l’esempio più eclatante di come in un clic si polverizzino i milioni di dollari spesi in titaniche campagne pubblicitarie per promuovere una persona o un prodotto.
Alle vigilia delle elezioni politiche di primavera 2006 gli avversari del Cavaliere ci avevano provato anche in Italia: il cosiddetto fenomeno del Google bombing aveva colpito Silvio Berlusconi.
In quel caso bisognava digitare la parola “fallimento” in italiano per vedersi comparire di fronte il viso del leader del centrodestra.

Ma se per la politica questo strano scherzo del web rientra in qualche caso nei canoni della satira, per le aziende produttrici di beni da promuovere per vendere è ben diverso.
Esempio significativo, per esempio, la Nike. Digitando il nome della più nota marca di articoli sportivi l’elenco di risultati è infarcito di siti che parlano in libertà di sfruttamento dei minorenni nelle fabbriche gestite dal colosso americano.

Spesso la diffamazione si autoalimenta, per dolo o per l’ingenuità di quanti credono che su internet appaiano informazioni e non, purtroppo, spesso bufale, esagerazioni, aggressioni.
Altro esempio: scrivendo McDonald, due righe più giù del sito ufficiale c’è una lista di link con questi titoli: Boicotta McDonald’s, Vi piace il cibo del McDonald? Cosa c’è di sbagliato in McDonald’s?

Gli esempi possibili sono tantissimi e le aziende colpite dalla diffamazione via web sono preoccupate di come riparare la loro reputazione in una vetrina così estesa e apparentemente democratica. Tanto più che, a dispetto di un feroce, ma limitato nel tempo, passaggio televisivo, e a differenza di un mordace articolo su un giornale, un testo su internet resta quasi per sempre ed è “linkabile” in qualsiasi momento e da chiunque.

E la tecnologia aiuta: prima, chi voleva creare uno spazio sul web per presentare se stesso o prendersela con qualcuno doveva comprare un dominio, dare il compito di costruire il sito internet a un web master e spendere dei soldi.
Adesso, con i blog, tutti, in qualsiasi momento e senza conoscenze specifiche possono crearsi una vetrina e scriverci dentro tutto ciò che vogliono. Senza controlli e senza censure.

In più, chi lo aggiorna costantemente è sicuro di ritrovarsi indicizzato sempre ai primi posti dei motori di ricerca.
Uno studio appena pubblicato dalla Edelman ha scoperto che, nel 2006, circa 3 milioni e mezzo di messaggi sui blog riguardavano diritti umani e ambiente, più di uno ogni 10 secondi.
Politici e aziende diffamate, preoccupati, hanno scelto di rispondere con la stessa arma.
Gli amministratori americani mettono su Youtube, la più grande videoteca virtuale gratuita, i loro video per raccogliere consensi tra i più giovani e McDonald ha aperto un suo blog dove accetta anche i post più critici.

Poi ci lamentiamo dell’informazione, ma senti questa cos’ha tirato fuori, motori di ricerca, che portano allo sputtanamento della politica (non per colpa dei politici e’ nooooooo, ma vala’ vala’) il motore di ricerca, secondo il criterio di parola chiave, non puo’ portare a buone notizie se le si da’ fallimento!!!
Non voglio entrare in meriti politici, perche’ non mi sembra il caso, stiamo gia’ passando un momento ……no comment.

Anzi…..

Immagine uppata su Uppo.it

~ di maxfjster su 23 novembre 2006.

3 Risposte to “Anche i blogger non sono piu’ liberi di scrivere!”

  1. Non ho il piacere di conoscere la sig.ra Colombo e dopo la lettura del suo illuminante articolo (sarò sincero) manco il desiderio.
    Io credo che i blog e la rete in genere faccia PAURA ai più in quanto strumento in perenne evoluzione e pressochè impossibile da controllare. In parole povere una zona franca in cui ognuno ha ancora libertà di parola, scelta e comportamenti. Il tutto nel bene e nel male, ma pur sempre di libertà si tratta.
    Ed in una società in cui sei non sei “allineato” con la massa sei “out” bè, cpaiswco che questo preoccupi e non poco sia la sig.ra Colombo che i potenti. Ma a noi, in fondo … CHE CE FREGA MA CHE CE IMPORTA …. 😛
    Un saluto e buona giornata

  2. Infatti Chit,
    quello che mi da noia e’ che neanche, noi piccoli blogger siamo liberi di scrivere cio’ che pensiamo!
    Forse e’ come dici tu, iniziamo ad intimorire i giornalisti,
    e’ la prima volta che scrivo contro un articolo,
    per mal’informazione della sig.ra Colombo,
    e mal’informazione che diffonde.
    E palese la sua schiera politica sia per il giornale in cui scrive che per le osservazioni riportate.
    Comunque continuiamo cosi’, sempre uniti e liberi di scrivere cio’ che pensiamo, volglio vedere chi ci ferma.
    L’articolo della Colombo non e’ altro che discriminazione verso i blog, e blogger come me o te, che si fanno un mazzo tutto il giorno, scrivono qualcosa (senza prendere una lira, ma con il solo intento di scrivere e di avere qualcuno che ti ascolta e comunica le sue impressioni) e cercano di diffondere cio’ che sentono, e stare dalla parte dei piu’ deboli.
    Finche sosterremo certi valori niente e nessuno potra’ fermarci,
    che dicano cio’ che vogliono, qui non ce’ strumentalismo ai livelli dei midia, ma solo la nosrta volonta’,
    ed ognuno segue la sua strada…ma la direzione e’ sempre la stessa.(Naturalmente anche tra noi esistono le mele marcie,
    ma cosi’è la vita.)
    Ciao Chit buona gornata anche a te grazie della visita, ora
    corro al lavoro ciao😉

  3. me desculpe mas… de qual Isabella Colombo você fala em seu site blog?!😮

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