L’euro cinque anni dopo: +46% sul dollaro.

L’euro cinque anni dopo: +46% sul dollaro.

Sono stati cinque anni di corsa per l’euro, da quando – ad inizio 2002 – la divisa unica europea è diventata a tutti gli effetti una realtà, con la sua introduzione fisica. Rispetto al dollaro – fino ad allora indiscussa moneta guida – il progresso è stato infatti nell’ordine del 46%, mentre il rialzo nei confronti dello yen ha superato il 31%. L’euro ha guadagnato inoltre anche sulla sterlina, poco più del 7%, e sul franco svizzero, poco meno dell’ 8%.
L’andamento dell’euro in questi ultimi anni è stato all’insegna del rialzo generalizzato su quasi tutte le valute, con la sola eccezione – relativamente all’Unione Europea – della corona svedese, sulla quale la moneta unica ha perso leggermente terreno, circa il 2,6%.
Il raffronto fra le quotazioni medie Bce del 3 gennaio 2002, all’indomani della nascita dell’ euro come valuta fisica, e quelle del 22 dicembre scorso evidenzia innanzitutto che rispetto al dollaro la moneta europea era cinque anni fa largamente al di sotto della parità (a 0,9036). L’ultima quotazione di quest’anno posiziona invece l’euro a 1,3192; un valore in ogni caso inferiore ai massimi toccati sempre nel 2006, il 12 aprile, a quota 1,3367. Il record assoluto dell’euro è stato raggiunto due anni fa esatti, il 30 dicembre del 2004, a 1,3666 dollari. Il minimo storico sempre in rapporto al dollaro è invece a 82,30 centesimi, toccato in questo caso il 26 ottobre del 2000.
L’euro ha vissuto comunque una vita movimentata nella sua ancora breve storia, che comincia il primo gennaio del 1999. A quella data la valuta unica valeva 1,16675 dollari, ma dopo 12 mesi, nel dicembre di quello stesso anno, era già scesa alla parità rispetto al biglietto verde.
Il 27 gennaio dell’anno successivo per la prima volta l’euro scende sotto il rapporto di 1/1 con il dollaro. A partire da quella data per la valuta unica si apre un periodo difficile, culminato con il minimo di sempre registrato appunto a fine ottobre.
L’anno seguente – con i mercati scossi dall’ attentato alle Torri Gemelle dell’ 11 settembre – è in saliscendi, anche se registra una risalita della valuta unica rispetto ai minimi assoluti.
La svolta avviene però proprio in coincidenza con la nascita dell’euro come valuta fisica, avvenuta il 2 gennaio 2002. Il 15 luglio di quell’anno, infatti, dopo ben 29 mesi, l’euro riconquista la parità rispetto alla valuta statunitense.
La divisa europea continua nei mesi successivi a salire, sostenuta anche dal quadro geopolitico, con la guerra all’Iraq.
Si arriva così nel 2004 alla definitiva consacrazione di Supereuro, che sfiora 1,37 dollari. Dopo un 2005 di graduale ripiegamento, determinato fra l’altro dalla decisione della Federal Reserve di avviare la lunga serie di rialzi del costo del denaro, nel 2006 l’euro si è posizionato a ridosso dei massimi storici, a quasi 1,34 dollari.
L’andamento più recente è da mettere in relazione alla dinamica dei tassi d’interesse, con la Fed che ha interrotto la lunga sequenza di rialzi, mentre la Bce sta intensificando le strette di politica monetaria, che potrebbero proseguire anche nel 2007. Dopo di che l’attenzione tornerà ad essere rivolta essenzialmente all’economia reale, oltre che alle mosse delle banche centrali sul terreno della diversificazione delle riserve, espresse perlopiù in dollari.
Questo sui mercati valutari. Mentre sui mercati interni la percezione è diversa. Molti, tra i partner Ue credono che l’euro sia stato un cattivo affare per i cittadini europei e ha provocato solo aumenti nei prezzi. La maggioranza dei francesi è contraria all’euro. Lo ha stabilito un sondaggio della TNS Sofres, nel quale si rileva che per il 52% la moneta unica europea è stato «un cattivo affare» ed ha provocato un aumento dei prezzi. Secondo il sondaggio, gli operai sono coloro che hanno maggiormente criticato l’euro affermando che è stato negativo per la Francia in generale(66%), per la crescita economica (61%), per l’impiego (62%) e per il potere d’acquisto (71%). Viceversa, gli imprenditori ed i professionisti hanno giudicato l’adozione dell’euro una buona cosa per la Francia in generale (67%), per la crescita economica(60%) e per il loro reddito (56%).
Fonte:Finanza mercati 24 ore

~ di maxfjster su 27 dicembre 2006.

2 Risposte to “L’euro cinque anni dopo: +46% sul dollaro.”

  1. Bè non è la prima volta che ciò che dice la “grande economia” non lo riscontro nelle mie tasche. Sicuramente l’euro sta facendo, sulla carta, la sua bella figura ma mi si spiega perchè è sempre più difficile arrivare a fine mese?!? …

  2. Io a fine mese ho gia’ speso quelli che devo prendere!😉

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