100 anni dalla nascita della radio a diffusione.

In effetti la radio sappiamo tutti che e’ stata inventata da Guglelmo Marconi nel Marzo 19 Marzo 1896, e di conseguenza sarebbero 110 anni pero’….
Si vede che la scoperta di Marconi non e’ andata giu’ a molti visto che in ballo c’erano piu’ scenziati e di nazioni diverse.

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figura 1 – Questa e’ l’inconsapevole accusa di plagio scientifico apparsa il 3 febbraio 1998 sul quotidiano “LA STAMPA” di Torino. Marconi viene accusato di aver rubato l’idea della prima radio a uno scienziato indiano: l’episodio, secondo il corrispondente della testata giornalistica, risalirebbe al 12 dicembre 1901. Una affermazione cosi’ inconsapevole non e’ degna di una fonte come questa, ritenuta seria da molti italiani. Una Redazione Scientifica dovrebbe almeno sapere che Marconi, la Sua Prima Radio, la brevetto’ a Londra, nel 1896.

Ma all’epoca si parlava di brevetto “Miglioramenti nella telegrafia e relativi apparati”. Il 19 marzo 1896, riceve dall’Ufficio Brevetti conferma dell’accettazione della prima domanda. Il 2 giugno 1896, Marconi deposita all’Ufficio Brevetti di Londra una domanda definitiva per un sistema di telegrafia senza fili, n. 12039 dal il titolo “Perfezionamenti nella trasmissione degli impulsi e dei segnali elettrici e negli apparecchi relativi”. Nel farlo rinuncia a tre mesi di priorità sull’invenzione.
La vicenda non fini l’ infatti tuttora’ ce’ chi ha dei dubbi su chi fosse il vero inventore della radio o telegrafia in assenza di fili.

Ma la storia di Marconi la conosciamo tutti. Quello che piu’ mi lascia sbalordito e’ il fatto che la radio e’ amata da oltre il 91%,
ma solo il 14% ne conosce le origini.Infatti la radio fu’ inventa si da Marconi, ma il primo a trasmettere parole e musica fu’ Reginald Fessenden

La radio, sottofondo della vita quotidiana, è amata dal 91% degli italiani, ma solo 14 cittadini su 100 ne conoscono le origini. Reginald Fessenden, lo scienziato canadese inventore della radio che per primo ha trasmesso musica e parole attraverso l’etere, per molti è l’ala destra della nazionale tedesca. Lo svela uno studio effettuato dall’Osservatorio Tivoli Radio Watch per il 100esimo anniversario dell’entertainment radiofonico.

Prima di Fessenden, si conosceva la scoperta di Guglielmo Marconi, ovvero gli impulsi che attraversarono l’oceano, ma ancora la trasmissione via etere di suoni e musica era un miraggio. Nel 1906 lo scienziato canadese trasmise per la prima volta voce e musica attraverso l’etere. Pare però che pochi, pochissimi nostri connazionali lo sappiano.
“Nel 1906 Fessenden trasmettendo per la prima volta musica e voce attraverso l’etere ha dato il via alla radio come la conosciamo oggi, ha aperto la strada a un media che in 100 anni ha accompagnato generazioni di persone, emozionandole, divertendole, informandole – dice Sanino Vaturi, responsabile Tivoli Audio Italia.

Tivoli, proprio per rendere omaggio a questo grande inventore ha deciso di istituire questo Osservatorio e ha realizzato una radio in edizione speciale per promuovere la conoscenza di quello che è sicuramente il media più amato al mondo”. La ricerca, realizzata in base all’analisi dei dati di ascolto e di 250 test somministrati a uomini e donne tra i 20 e i 55 anni che ascoltano abitualmente la radio, rivela che nove italiani su dieci non conoscono la storia della radio.

Eppure la radio è il media più amato dagli italiani: ben 47 milioni e 500 mila, ovvero il 91,5% degli italiani dagli 11 anni in poi si fa accompagnare dalla musica, dalle news, dai programmi di approfondimento e da quelli di intrattenimento e ascolta abitualmente la radio. La confusione sull’argomento, tuttavia, è tanta.
Non ci sono grossi dubbi sulle origini della radio: è risaputo che è stata “inventata” dall’italiano Marconi. Ma alla domanda “Chi trasmise per la prima volta voce e suoni via radio, e quando?” ben il 70% ha messo la crocetta sulla risposta Guglielmo Marconi nel 1894, solo il 14% ha correttamente indicato l’inventore del broadcasting radiofonico in Reginald Fessenden.

E alla domanda mirata su chi fosse Reginald Fessenden, in 41 hanno risposto “un giocatore della nazionale tedesca di calcio” poi diventato radiocronista (41). Tra le risposte davvero curiose c’è poi quella da cui emerge che il 56% degli intervistati confonde tra la legge Mammì, che nel 1990 regolamentò il mondo radiotelevisivo, con la legge “Merlin”, che sancì invece la fine delle “case chiuse”. La risposta corretta l’ha data solo il 21 e c’è stato un 13% che attribuisce la legge all’ex ministro Gasparri.

La musica non cambia, è il caso di dirlo, sulla conocenza della storia più recente della radio. Sussistono dubbi e convinzioni del tutto errate anche su uno dei nomi che ha fatto la storia delle origini del mezzo radiofonico: il conduttore Nunzio Filogamo. Alla domanda “Quale storico collegamento iniziava con la celebre frase “miei cari amici vicini e lontani” all’inizio degli anni Cinquanta?” Il 46% ha indicato correttamente il Festival di Sanremo, per il 29% la risposta giusta è il Festival del Cinema di Venezia e per un 25% i collegamenti per i Campionati italiani di calcio.
Le risposte emerse dalla ricerca insomma, visto l’argomento, si possono definire a buon diritto risposte…”stonate”.
Fonte: Radio.com, Marconi e la Radio, Guglelmo Marconi, cara vecchia radio..
Per noi Italiani la Radio e’ nata nel 1895, con Gulelmo Marconi, si era ancora un rude telegrafo senza fili,
ma sta di fatto che all’epoca fu’ lui il primo a brevettarla e a fare esperimenti. In ballo c’era una delle scoperte mondiali,
e il nazionalismo non stava di certo a guardare.
Se poi vogliamo festeggiare oggi il secolo alla scoperta della radio, va be’ festa piu’ festa meno…
Ho preso a cuore questa notizia perche sono uno stimatore della radio, e il fatto che gl’Italiani sappiano o meno quando e da chi e’ etata inventata non me ne puo’ fregar de men!!!!!!
Queste sono statistiche che servono solo a fare notizia sull’ignoranza di alcune persone, ma dico io, sara’ pur libera la gente di scoprire o meno da chi e’ stata inventata la radio, televisione ,frigo ecc.
Oggi uno si sveglia, e decide che l’Italiano medio e’ ignorante perche’ ascolta la radio enza sapere chi l’ha inventata!
Io penso, sia una cosa strettamente personale quello di approffondire la nostra conoscenza. Non si’ puo’ sempre fare statistiche e statistiche, e che cavolo.
Lo so’ che le statistiche sono importanti e che rispecchiano tante cose sull’italiano medio, ma 100 anni fa’ ai contadini cosa le si domandava-Quando lei va in bagno usa il giornale l’erba o le ortiche-Tutto questo per capire se l’italiano medio era furbo o meno!
Bahh.😆

~ di maxfjster su 4 gennaio 2007.

2 Risposte to “100 anni dalla nascita della radio a diffusione.”

  1. Chiedo aiuto a finardi per esprimere il mio pensiero in merito:
    “con la radio si può scrivere, leggere o cucinare, non c’è da stare immobili seduti lì a guardare e forse e proprio qquesto che ce la fa preferire…”
    Ti confesso che avevo un po’ perso di vista la sua importanza ma ultimamente l’ho rivalutata e parecchio. Esistono trasmissioni come quella di Fiorello su Radio2 che… insomma, vuoi mettere con quelle di Maria de Filippi😉
    Un saluto
    chit

  2. Quella di Fiorello su Radio 2, mi ricorda vagamente, ciao belli o ciao Italia, ora non ricordo piu’ bene,
    mitici!
    Capisco perche’ Fiorello abbia rifiutato il maxischermo prer la radio…non vado oltre..
    Da fjster, linea a Chit….befanona!!

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