Il 5 x 1000 al WWF!

So benissimo che ci sono cose piu’ importanti, e non voglio fare certo il moralista e nemmeno avere la presunzione di dire cosa fare o meno,
ma visto che il 5 x 1000 e’ attuabile ed e’ assolutamente una scelta nostra,
perche’ non cambiare(per chi non lo ha ancora fatto) e provare ad aiutare chi ha come obiettivo la salvaguardia della terra(detto in modo molto restrittivo).
Sono dell’idea che molti soldi vengono spesi male, per non dire peggio,visto anche tutte le associazioni che possono beneficiare del 5×1000 (leggi l’articolo)
ma l’iniziativa del wwf ha fatto solo del bene da quando esiste(per me naturalmente)
E allora alla prossima denuncia dei redditi (lo so’ sono un po in anticipo, ma cerchero’ di ricordarlo ancora,anche se non ce ne’ bisogno, oltre naturalmente ad aver fatto e continuare a fare la mia parte) perche’ non dare il 5×1000 al wwf, non che ce l’abbia con le altre associazioni, ognuno e’ libero di donarle o meno, senza contare tanta gente che con la scusa “tanto se li mangiano tutti loro” non fa nulla, ma propio in generale.
Molti di voi forse fanno gia’ troppo, ma molti di voi (tra quei pochi che passan di qui) forse non conoscono questa iniziativa, o semloicemente non le danno peso, un po’ perche’ tanti hanno la segretaria o il comercialista che risolve la pratica, e la cosa si perde per vari motivi.
Il wwf, e’ ormai arrivato a meta’ secolo e vanta della piu’ grande organizazzione a livello mondiale per la difesa della natura,
e’ presente nella maggior parte degli stati di tutto il mondo, con milioni di sostenitori.
Quello che mi chiedo io e’ che una parte della gente pensa che il wwf, e’ cosi’ grande che non ha piu’ bisogno di sostegni, ma quando vado sul sito e leggo i vari progetti che lancia e stanzia con i soldi di noi sostenitori, mi rendo conto che gli obbiettivi sono sempre piu’ grandi e costosi.
Infatti dalla piccola idea che consenti’ il wwf di nascere cioe’ la salvaguardia del panda che era in via d’estinzione, e che ora e’ il simbolo principale,
si e’ passati a progetti immensi programmi e attivita’ vai col mouse sulla mappa, e leggi a sinistra per saperne di piu’.
Be’ io volevo solo promuovere questa associazione, come tante altre e dire grazie a tutti i volontari che si impegnano in tutte le cause sociali.
Non voglio fare l’ambietalista della Domenica, inutile dire cio’ che faccio e cio’ che vorrei fosse fatto,
e’ solo un mio post come tanti altri, e cio’ che scrivo non e’ una semplice pagina riempita per aggiornare il blog.

5 per 100 al wwf

  • Consigli per un 5×1000 a prova di sprechi.
  • Fonte kataweb

    Se vuoi scegliere il WWF, negli spazi dedicati alla scelta del 5 per mille, metti la tua firma nel primo riquadro (sostegno volontariato e non profit) e indica il codice fiscale del WWF: 80078430586.
    A te non costa nulla in più: per l’ambiente sarà un aiuto importante.

    Se hai scelto il WWF per il tuo 5 per mille compila il modulo qui sotto.
    Riceverai sul tuo cellulare un memo che ti ricordera’ come destinare al WWF il tuo 5 per mille e aggiornamenti sull’utilizzo del tuo contributo.

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  • ~ di maxfjster su 19 aprile 2007.

    3 Risposte to “Il 5 x 1000 al WWF!”

    1. Quest’anno l’ho promesso all’associazione per i bambini down ma il prossimo, promesso, li dò al WWF… giurin giuretta:mrgreen:

    2. Ma stai schersando?
      E tu dovresti giustificarti per cosa?
      Ti diro’, sai che non ho mai fatto nulla di concreto per l’associazione “Vivi Down”, se non qualche azione verso qualche persona down.Vedi mi hai fatto venire un idea, alla fine questa discussione ha portato gia i suoi buoni frutti!
      Ho letto e visto che sono persone veramente speciali, e trovo un ottima cosa quella delle famigle down, farli vivere assieme per poi alla mattina introdursi nella vita quotidiana da soli, e molti hanno avuto risultati eccellenti!
      L’importante e’ fare qualcosa, naturalmente visto che possiamo sceglere, e’ giusto farsi un idea, visto che esistono 30.000 associazioni che possono sfruttare questa opportunita’.(Io ho scelto il wwf per gli obbiettivi che si prefigge,oltre a fare un punto sul 5×1000 che mi sembrava piu’ che doveroso, non voglio negare certo che ci sono associazioni che ne hanno piu’ bisogno)
      Poi durante l’anno, basta fare quel poco o tanto(a seconda delle possibilita’ naturalmente) ma periodicamente e sicuramente ci sentiremmo tutti un po’ meglio, sia nei rapporti interpersonali, che con l’ambiente che ci circonda.

    3. In che modo sei riuscito a risparmiare i soldi da investire nel fondo della tua associazione?

      Ho dovuto faticare per 4 anni circa, poi è diventato tutto semplice.

      Stampavo un giornale, nel 1988 cominciai a stampare il famoso Ecometropoli, un mensile ecologista diffuso sul territorio milanese in alcune migliaia di copie.

      Lo regalavo con offerta libera, e ci mettevo su delle pubblicità. Per abbassare i costi andavo con la mia fidanzata anche dal tipografo.

      Versavo in un fondo di aziende che rispettano i diritti dei lavoratori, dell’ambiente e dei consumatori il 10% del ricavato di quello che guadagnavo dal tipografo, il 10% delle offerte libere e il 10% degli sponsor

      Così anche quando cercavo autofinanziamenti per la campagna a difesa dei popoli indios. Il 10 % delle mie raccolte spicci, li versavo nel fondo.

      Poi quando invitavo persone al mio centro sociale, siccome lavoravo gratis, quando c’erano le feste, versavo nel fondo la mia quota che non versavo nella cassa del centro sociale per bere o entrare.

      Poi quando un mio carissimo amico, un grande eroe, fu lasciato solo dalla LOC e dalla sua organizzazione a combattere contro le lobby delle armi, del servizio miltare obbligatorio e subiva un processo dopo l’altro, non riusciva a trovare lavoro in nessun modo, gli agenti dei servizi segreti lo pedivano e andavano ad importunare la sua ragazza e lo diffamavano come uno stupidotto… siccome l’unico lavoretto che aveva trovato era quello di andare a pulire le vetrine dei negozi, io tutte le mattine alle 9 lo svegliavo, lo andavo a prendere in macchina , lo portavo dai negozianti, stampai un biglietto da visita per trovare altri clienti, lo aiutavo a pulire i vetri, a tenere la scala, a pulire gli stracci, a cambiare i secchi dell’acqua. Facevamo metà per uno di quello che guadagnavamo e tolti i soldi della benzina, versavo tutto nel fondo. Una piccola impresa di pulizie a sostegno di un grande eroe della storia umana.

      E cosi via. Nel 1993 già non avevo più bisogno di chiedere offerte libere a sostegno delle mie attività e non raccoglievo più quote associative.

      Dall’autunno del 1993 poi con due gruppi di tre camioncini organizzo nei boschi della Valtellina raccolte autunnali di castagne e biomassa secca, e da allora due dei comitati autonomi che seguivo direttamente viaggiano così senza problemi e si sono creati anche loro un fondo per l’autofinanziamento.

      Comprai anche una fotocopiatrice usata e alcuni studenti universitari che volevano guadagnare qualche soldino venivano a far le fotocopie degli appunti. Tolte le spese facevamo metà per uno e quello che guadagnavo versavo tutto nel fondo.

      Ho continuato ad usare la tecnica del 10% sui proventi delle mie attività lavorative o sulla raccolta sponsor per i giornali di quartiere.

      Quando aprivo locali di quartiere con la mia associazione ed invitavo ospiti, offrivo da bere, e poi versavo nella cassa del fondo una cifra corrispondente a quello che avrei pagato offrendo da bere al bar.

      Ho sempre avuto dei salvadanai in cui mettere le monetine dei resti della spesa.

      Quando ho smesso di fumare, quello che non spendevo in sigarette lo mettevo in un salvadanaio e dopo un paio di anni sono riuscito a creare un altro fondo.

      Ho messo le pubblicità di Google sul sito della associazione e con i ricavi ci pago i traduttori.

      Il trucco è organizzare attività proporzionalmente alle entrate che generano gli investimenti ed ogni mese aggiungere qualcosa nel fondo etico solidale, anche poco, solo dieci euro, però aggiungere qualcosa nel fondo.

      Sembrerà una cazzata , ma l’energia positiva che genera l’investimento in un fondo etico solidale BPM automaticamente retroalimenta la voglia di mettere in moto iniziative per ingrandire il fondo e con gli utili retribuire chi presta attività socialmente utili al servizio del genere umano, come chi presta servizi per la mia campagna 2010: Eliminazione Povertà, così come chi presterà servizi per il Festival Mondiale della Cultura Popolare e il Fondo Milanese per la Protezione dell’Infanzia.

      Nel frattempo tutte le altre organizzazioni di volontariato continuano a non pagare i propri dipendenti, e a dover raccogliere le monetine.

      Io pago tutti dal 1999 e non raccogliamo più monetine dal 1993.

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