Sono passati 40anni dalla morte del grande Toto’.

Come si fa’ a non ricordare un mito come toto’,
peccato che le regie che hanno costruito i suoi film non erano all’altezza, o meglio avrebbero potuto dare di piu’.
Ma all’epoca chi avrebbe detto che toto’ diventasse un icona mondiale, e non solo Italiana o partenopea.
Sicuramente se non superiore, fu’ ed e’ all’altezza di grandi come Charli Chaplin, Stalio e Olio, ed altri ancora che non ebbero la possibilita’ di varcare quel mondo tanto difficile che era il film muto e in bianco e nero, a cui Toto’ non apparteneva ancora, se non in parte.
Certo Toto’ arrivo’ 20anni dopo, ma con il suo modo di fare le sue mimiche non si celo’ e non copio’ nessuno ed e’ per questo che Toto’ e’ l’incarnazione del cinema moderno, il dopo cinema muto.
Quante volte la tv ci borbanda di film di toto’ o di stalio e olio, purtroppo il telecomando ne fa’ da padrone, ma se soltanto seguo il film o cortometraggio piu’ di 10 min, allora me lo guardo tutto sia la 3 o la decima volta che lo vedo.
Tutto questo m’affascina, il cinema muto del fine 800′ e i primi 900′ per poi passare ai film sottotitolati e poi il cinema moderno(moderno si fa’ per dire)
STORIA DEL CINEMA

Introduzione: sul Cinema

Le grandi fasi del cinema

Introduzione: sul Cinema

Il cinema… che grande invenzione! Senza esagerare si può dire che la
cinematografia sia la più bella nuova arte che tecnologia e modernità
abbiano portato agli occhi di tutti. E forse il semplice fatto che il
cinema sappia arrivare a toccare l’attenzione tanto di persone colte
quanto di quelle meno, ha per lungo tempo allontanato l’idea del cinema
come arte sublime, espressiva dell’uomo e del suo potenziale di
fantasia e creatività. Tramite il cinema si è potuto fare critica o
propaganda politica, si è potuto immaginare e vedere cose che nella
realtà non si possono vedere, e vederle come fossero vere! Si è potuto
inventare il movimento, si è potuto modificare il tempo, accelerarlo,
dividirlo in piccole parti per concentrarsi solo su una di esse. Il
cinema che ci ha regalato momenti di grandezza mai vista, che ha messo
in immagine storie finora sempre e solo lette, ci ha mostrato gli
eventi della storia, l’amore, la guerra, il futuro… mille futuri
possibili! Il cinema che è nato semplice, ma ha saputo già da subito
metter terrore coi grandi classici dell’horror (Frankeistein,
Nosferatu, Freaks), ha saputo nel silenzio del muto e nel fascino del
bianco e nero far ridere come mai più si è riso grazie al “gigantesco”
Chaplin; ha saputo immolare la storia dei popoli per risvegliare lo
spirito di nazioni e grandi paesi. In eterna metamorfosi, il cinema,
che nasce muto e ombroso (fine Ottocento), che cresce nel sonoro e nel
colore (anni Trenta e Quaranta), che s’ingigantisce negli effetti di
riproduzione (anni Settanta), che diventa irraggiungibile grazie alle
tecnologie virtuali (anni Novanta)… Ma che mai perde il fascino della
fantasia, benché nel suo correre attraverso le infinite migliorie,
abbia spesso e troppo ceduto alle lusinghe del botteghino e del consumo
di massa, diventando prodotto, e non più arte. Ma quale magia,
d’altronde, non l’ha fatto? Quanti artisti hanno voluto vendersi ai
tempi? Quali altri traguardi il cinema supererà attraverso i tempi è
ancora da scoprire: a tutt’oggi, però, ci si può degnamente
accontentare dei tanti capolavori che ha già creato!

L.C.

Le grandi fasi del cinema

Come ho accennato nell’introduzione sopra, questi approssimativamente
cento anni di cinema possono essere divisi in grandi aree d’influenza e
trasformazioni, ognuna caratterizzata da elementi prettamente tecnici,
da rivoluzioni di pensiero e tematiche, da indimenticabili interpreti e
da indelebili regie. Ho provato nei seguenti paragrafetti a raccontare
in grandi linee della storia della cinematografia, attento a non
dimenticare le grandissime firme d’autore, che sono poi la base
incancellabile di questo secolo di cinema.

La prima fase, che in realtà dovrebbe comprendere anche gli ultimi
dieci anni dell’Ottocento, si sviluppa in un fenomento di massa solo
nei primi venti-trenta anni del Novencento. L’arte che regna
incontrastata è quella del muto…

Il cinema Muto

La seconda fase, dalla fine degli anni trenta agli anni sessanta, può
essere intesa come un’area storica di grandi mutazioni, una fascia di
transizione in cui le vecchie tecniche sono ancora presenti, ma stanno
già lasciando il passo a due mutazioni indispensabili alla
cinematografia: il sonoro e il colore.

Il periodo di transizione

Questa terza fase cresce verso la fine degli anni ’60 per maturare con
pienezza solo negli anni ’70 e ’80. E’ l’epoca delle profonde
trasformazioni culturali e tematiche…

Il periodo delle mutazioni————-more

Si tratta dell’ultima fase della cinematografia, quella moderna,
recente e recentissima, che si sviluppa per tutta la durata degli
anni ’90 fino ad oggi. E’ il periodo degli effetti speciali e della
produzione commerciale del cinema.

Il cinema muto

La seconda fase, dalla fine degli anni trenta agli anni sessanta, può
essere intesa come un’area storica di grandi mutazioni, una fascia di
transizione in cui le vecchie tecniche sono ancora presenti, ma stanno
già lasciando il passo a due mutazioni indispensabili alla
cinematografia: il sonoro e il colore.

Il periodo di transizione

Questa terza fase cresce verso la fine degli anni ’60 per maturare con
pienezza solo negli anni ’70 e ’80. E’ l’epoca delle profonde
trasformazioni culturali e tematiche…

Il periodo delle mutazioni

Si tratta dell’ultima fase della cinematografia, quella moderna,
recente e recentissima, che si sviluppa per tutta la durata degli
anni ’90 fino ad oggi. E’ il periodo degli effetti speciali e della
produzione commerciale del cinema.

Insomma ho fatto un po’ di paciughi, non me ne vogliate,
ma ho voluto far presente la trasformazione dei film bianco e nero senza alcun effetto speciale fino al (si fa per dire )cinema moderno.

La filmografia di Toto’.

Figlio illegittimo del principe Giuseppe De Curtis e della giovane Anna Clemente, che solo nel 1921 riusciranno a sposarsi, Toto’ nasce a Napoli nel 1898.
Registrato con il cognome materno, verra’ riconosciuto come figlio dal principe soltanto nel 1941 e solo nel 1946, morto il Principe De Curtis, il Tribunale lo autorizza a fregiarsi del titolo di Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Commeno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio, Altezza Imperiale, Conte Palatino, Cavaliere del Sacro Romano Impero,… E’ la madre a dargli il nomignolo di Toto’ …

Il grande attore usci’ di scena il 15 aprile 1967.

Alcune parti sono fonte di : http://www.italymedia.it/vetrinacinema/storiadelcinema01.htm

~ di maxfjster su 30 aprile 2007.

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