Musica “Jamiroquai”

Lo so lo so, per molti e’ in tappetto insignificante Jason Kay con una collezzione innumerevole di cappelli, o copricapo di origine indiana, come l’etimologia del su nome d’artista e cio’e’ Jamiroquai, nome che unisce la sua passione per la musica di un certo tipo (jam) e quella per il popolo pellerossa (Iroquais, la tribù degli Irochesi).
Che dire, per me’ e’ un grande, riesce a mischiare musiche anni 70 e colori d’ellepoca funky, ma siamo nel 2007 e lui ormai e’ un idolo per molti ed e’ odiato dagl’altri, si perche’ non ce’ via di mezzo o ti piace o ti sta antipatico propio per le sue movenze da breker, e i suoi stravaganti costumi.
A me’ piace molto e’ ho tutti i suoi dischi oltre averlo visto a Milano nel 96 se non erro.
Mitico, schizza da una parte all’altra del palco, con effetti luminosi e palle riflettenti stile “la febbere del sabato sera”, 2 ore di continua musica senza break, ma con la sua movenza break.
Be’ vi lascio alla sua biografia… a chi puo’ interessare.

La riscossa del white-funk.
Jamiroquai e Jason Kay sono pressoché la stessa identica cosa. Jason nasce il 30 dicembre 1969 a Stretford, Manchester, e ha la musica nel DNA, visto che la madre è cantante jazz nei nightclub con alle spalle uno show in TV, negli anni ’70. A 15 anni Jason se ne va di casa e vive alla giornata, finendo a fare il senza tetto e a inguaiarsi con la legge per piccoli crimini, finché una serie di eventi scioccanti gli cambiano la visione delle cose: un accoltellamento lo riduce in fin di vita e viene arrestato per un crimine che non ha mai commesso. Jason torna a casa deciso a cambiar strada e a dedicarsi alla musica. In quell’istante nasce Jamiroquai, nome che unisce la sua passione per la musica di un certo tipo (jam) e quella per il popolo pellerossa (Iroquais, la tribù degli Irochesi).
I primi demo che registra in casa colpiscono l’etichetta Acid Jazz, che a fine 1992 pubblica il singolo “When You Gonna Learn?”. Il successo è immediato e porta la band (Jason si è circondato del batterista Derrick McKenzie, del tastierista Toby Smith, del bassista Stuart Zender e di Wallis Buchanan al didgeridoo) a un importante contratto con la Sony.
Il debutto arriva nel 1993 con “Emergency On Planet Earth” ed è uno di quelli da ricordare: # 1 nella Top Ten degli album e due singoli (“Too Young To Die” e “Blow Your Mind”) nelle prime posizioni delle chart. La loro musica è un sano e divertente blend di ritmi funk, rock acido e soul anni ’70, ottimo per muoversi ma anche per riflettere, visto che i testi di JK toccano spesso temi ambientalisti e spirituali.
L’eco del disco si diffonde in tutta Europa, compresa l’Italia che elegge Jamiroquai tra i must del momento, ma fatica ad affermarsi in America. Il successivo full length esce solo due anni dopo, perché Jason non vuole incappare nell’errore di impantanarsi già alla seconda uscita. “The Return Of The Space Cowboy” si affaccia sugli scaffali dei negozi nel 1995 e si dimostra all’altezza del precedente, superandolo nelle vendite in Europa e comportandosi bene sul mercato giapponese. Da questo disco, ambizioso e dalla produzione super raffinata, riecheggiano grandi classici black degli anni ’70 come Sly & The Family Stone e Stevie Wonder.
JK è una star, veste con naturalezza i panni del divo da party e spende gli astronomici guadagni acquistando auto da corsa: la sua passione sono le Ferrari, tanto che la copertina del disco successivo vede la sagoma di Jason inserita nello scudetto giallo della casa di Maranello. La sua fama cresce ancora l’anno successivo, con la pubblicazione di “Travelling Without Moving”, che vende 11 milioni di copie e ottiene il disco di platino negli Usa, grazie anche a un memorabile videoclip in cui Jason danza tra pareti mobili e a un’esibizione infuocata agli MTV Video Music Awards 1997, dove ottiene ben quattro premi.
Durante il lavoro per il seguito il bassista Zender si scontra duramente con JK, che lo caccia dal gruppo, lo sostituisce con Nick Fyffe e fa registrare da capo il disco per non dover pagare le royalties al rivoltoso. Prima dell’uscita di “Synkronized”, il folletto compone nel 1998 il singolo “Deeper Underground” per la colonna sonora di “Godzilla”, che ottiene un grande successo di pubblico. Il 1999 vede finalmente l’uscita dell’ultima fatica (registrata nella nuova villa di campagna del Buckinghamshire), che ottiene altri 11 milioni di pezzi venduti, ma cade nell’anonimato presso il pubblico americano. Si tratta di un disco ricco di club-groove e acid jazz contagioso, con testi decisamente meno arrabbiati.
Nel 2001 è il turno di “A Funk Odyssey”, 10 pezzi che portano a maturazione la visione di “Traveling Without Moving” e la arricchiscono di sonorità latin, rock classico, club culture. Il fusion funky raggiunge il suo massimo livello di espressione e, secondo la filosofia di JK, di emozione.
Ma alla lunga lo status di star forse comincia a pesargli: dopo anni di party, sbornie, corse in auto e grandi conquiste femminili (tra cui anche Kylie Minogue), Jay Kay sembra voler cambiare vita. Verso la fine del 2002 dichiara sempre più insistentemente di voler abbandonare il musicbiz. In realtà questo malessere nasconde anche l’insoddisfazione per le strategie della Sony rispetto al mercato americano, dove Jamiroquai ha piazzato solo 2 dei 27 milioni di dischi venduti. L’idea, dopo i concerti di fine anno, è quella di ritirarsi per un po’ e valutare con calma il da farsi. Nel frattempo esce il DVD “Live In Verona”, Jason incassa altri quattrini e acquista altre supermacchine (arriva a quattro Ferrari), ma decide anche di comperarsi un enorme cottage sulla costa scozzese, dove ritirarsi e, al limite, incidere canzoni da solo trasformando la foresteria in studio di registrazione.
Ma il richiamo del palco è troppo forte: dopo qualche anno di silenzio quasi assoluto, nei primi mesi del 2005 JK annuncia il ritorno sulle scene per l’estate con un nuovo album, “Dynamite”, caratterizzato da un uso massiccio di tecnologia ed elettronica. L’ultima fatica di Jamiroquai è anticipata dal singolo “Feels Just Like It Should”, e viene coronata da un lungo tour attraverso l’Europa. I dissapori con la Sony però non si risolvono, e così JK rompe il contratto e nel 2006 pubblica il suo primo greatest hits per la Epic (una label satellite di Sony BMG). “High Times – Singles 1992-2006” racconta 15 anni di carriera ed è arricchito dai due inediti “Runaway” (il singolo) e “Radio”. Ancora una volta, JK riesce a piazzare il disco alla numero 1 delle classifiche di mezzo mondo.

Fonte:MTV

Fonte piu approfondita su Jamiroquai Wikipedia

~ di maxfjster su 22 maggio 2007.

2 Risposte to “Musica “Jamiroquai””

  1. Ciao Max,
    grande jason kay🙂

    correggi jamitoquai e cita la fonte della biografia che è di proprietà della MTV.it

  2. Ciao Revolution,
    fatto, non e’ mia abitudine dimenticare la fonte, a volte capita,
    anche se si capisce che non sono tutte parole mie.
    Grazie dell’indicazione ciao.

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