Indie Rock

Definizioni di indie Da wikipedia

Il termine Indie è spesso confuso con il tipo di suono prodotto dal musicista quando è in realtà il modo in cui il suono è presentato o prodotto. Infatti, esso è spesso associato a un artista o a un gruppo che non fa parte della cultura mainstream o che fa musica al di fuori dell’influenza della stessa. Sebbene lo stile musicale di questi gruppi possa variare molto, tale associazione deriva infatti da un atteggiamento tipo “fai-da-te” e dall’abilità di lavorare al di fuori delle grandi corporations.

Indie con il significato di “non appartenente alle major”

Tale associazione etichetta come indie tutti gli artisti musicali che non firmano contratti con le cosiddette etichette major, (di solito le “quattro grandi” compagnie discografiche: la Warner, la Universal, la Sony e la EMI). Questa è la definizione data, tra le altre, dal New Musical Express o NME (settimanale musicale inglese).

Tuttavia, non è affatto detto che un’etichetta che si definisce indipendente garantisca un approccio libero, non orientato verso il marketing o comunque a uno stile musicale prettamente commerciale, né d’altra parte è vero che le major stesse siano orientate esclusivamente alla produzione di musica commerciale (vedi Radiohead, Pulp, Sonic Youth e The Flaming Lips).

Più comune in Italia è la definizione indipendente per identificare tale approccio, preferendo usare il termine indie per definire un genere musicale vero e proprio, comunque spesso associabile a un approccio indipendente a livello di etichetta discografica.

[modifica] Indie e mondo commerciale

Una più strutturale definizione di indie porta il limite più a fondo, non tra le “4 grandi” etichette e le altre, ma tra le grandi case indie e quelle più piccole, considerate dai puristi le vere etichette indipendenti. Queste piccole case sono normalmente portate avanti da poche persone, spesso in casa di qualcuno o nel garage, e spesso affiancate da un servizio di mail-order che rappresenta anche altre etichette. La gente della casa discografica ha uno stretto rapporto con una determinata scena musicale; molte etichette sono condotte parzialmente o interamente da musicisti di gruppi che ne fanno parte. La preoccupazione per la purezza della missione creativa dell’etichetta ha la precedenza sugli aspetti commerciali; molte etichette chiudono o si separano quando i padroni perdono interesse o, come spesso accade, finiscono i soldi. Tipici esempi di queste etichette sono: la Factory Records, la Dischord, la Kindercore, la SST, la Kill Rock Stars e la King of Hearts Records.

Ancora, alcune etichette crescono dallo status di indipendenti e gradualmente divengono più orientate commercialmente (spesso proprio per il successo di uno dei loro artisti), venendo assorbite da un agglomerato più grande di etichette o da una major. Un esempio ne è la Creation Records, una piccola casa discografica iniziata negli anni ottanta, che, negli anni novanta ebbe successo con gli Oasis, divenendo poi molto più orientata commercialmente, prima di essere acquistata dalla Sony.

Gli studi sulla popular music hanno proposto due differenti teorie per concettualizzare il rapporto tra musica indipendente e musica commerciale. I sociologi Peterson e Berger hanno sostenuto nel 1975 che le etichette indipendenti abbiano rappresentato il motore dell’innovazione musicale fin dalla loro prima apparizione, che coincide con la diffusione del rock and roll verso la metà degli anni cinquanta e con l’affermarsi, per esempio, dell’etichetta Sun Records che pubblicò i primi dischi di Elvis Presley. Ricerche successive hanno messo invece in rilievo come il mondo della musica indipendente e di quella commerciale rappresentino una unica “costellazione” economica e produttiva con una specifica divisione dei ruoli, come ha ad esempio sostenuto lo studioso Keith Negus. Così, le etichette indipendenti lavorano in ambiti “sottoculturali”, alla ricerca di nuovi talenti, e le etichette major provvedono in un successivo momento a diffondere i successi provenienti dall’ “underground” verso un pubblico più vasto, come è successo per la band Nirvana e all’etichetta statunitense Sub Pop.

L’Indie e i suoi generi

La parola indie è utilizzata talvolta per fare riferimento specificamente a vari generi o suoni. Negli anni novanta molti gruppi Britpop erano definiti indie, anche se la maggior parte degli artisti avevano siglato contratti con le major e dominavano le classifiche di vendita.

In tempi recenti, per indie si intende solitamente identificare un filone musicale che tende a recuperare aspetti sonori tipici degli anni ottanta. Alcune tra le band di riferimento in questo senso sono The Killers, The Strokes, Interpol e Bloc Party.

Il termine è anche utilizzato come sinonimo di musica alternativa, una parola che spesso comprende anche quella musica di massa, cinicamente prodotta dal mercato delle major per giovani adolescenti ribelli.

Questi usi del termine indie sono tuttavia impropri per svariate ragioni: primo le qualità stilistiche non sono sempre correlate all’indipendenza commerciale o all’aderire ai principi indie (questo è particolarmente vero quando una sonorità diviene popolare, i suoi esponenti di punta sono messi sotto contratto da una major e gruppi più orientati al successso e team di produzione cercano di imitarne lo stile). Secondariamente, per quanto pervasivo qualsiasi stile di musica possa divenire in un dato momento, non può impersonare tutta la vasta complessità della galassia indie, dal momento che ci saranno sempre gruppi, artisti che operano al di fuori di quella particolare definizione di stile.

Coloro che seguono l’universo indie tendono a non vedere di buon occhio i gruppi che riportano grandi successi col grande pubblico.

Attributi cultural-filosofici di indie

Ci sono un certo numero di tratti filosofici e culturali che possono essere molto più utili nell’evidenziare che cosa è veramente l'”indie”, piuttosto che specifici stili musicali o tendenze commerciali. Gli artisti indie si preoccupano maggiormente della loro espressione artistica piuttosto che delle considerazioni commerciali. Una sensibilità “fai-da-te” che ha preso origine dal punk negli anni settanta, è spesso associata con l’indie, con gente sulla scena musicale coinvolta nei gruppi, etichette, organizzazione di serate e fanzine. L’Indie ha spesso uno sguardo internazionalista, che va di pari passo con un senso di solidarietà con altri fans, gruppi e etichette in altri paesi che condividono la stessa sensibilità; piccole etichette indipendenti spesso distribuiscono dischi per etichette simili all’estero, e gruppi indie vanno spesso in tour autofinanziati in altre città o paesi, dove coloro che fanno parte della scena indie locale sicuramente aiuteranno a organizzare date di concerti e provvederanno all’ospitalità e ad altre forme di supporto.

Artisti indie di determinate epoche spesso vanno contro i trends prevalenti. Per esempio l’estetica lo-fi (una deliberata mancanza di definizione e una autentica “ruvidezza” e imperfezione nel suono) è stata spesso associata con l’indie in particolare quando i dischi dal suono pulito e rifinito erano appannaggio esclusivo dell’industria discografica di grande distribuzione; questa linea di demarcazione è, da allora, divenuta molto indefinita, in un mondo dove registrazioni di alta qualità possono essere fatte sempre più facilmente con sistemi di registrazione, anche casalinghi, basati su tecnologia digitale a basso costo e dove produzioni commerciali, a loro volta, ricercano un sound lo-fi di maniera.

Le persone che seguono il modello di vita indie sono comunemente definiti e si autodefiniscono in inglese indie kids, al di là dell’età.

Sottocategorie di indie

La musica indie è a sua volta suddivisibile in diversi sottogeneri, tra cui i principali sono l’indie rock e l’indie pop, che si differenziano essenzialmente per aspetti culturali e di presentazione degli artisti appartenenti a uno o all’altro sottogenere, più che per strumentazione o per intensità ritmica delle canzoni, che spesso tendono anzi ad essere similari. Altri sottogeneri degni di nota sono l’indie dance (una sorta di fusione tra l’indie pop e la musica dance elettronica), e il post-rock, caratterizzato da aspetti tipicamente figli del progressive rock, come la poca rilevanza delle liriche, spesso essenziali e ridotte all’osso, la lunghezza delle canzoni, che possono arrivare fino ai 20 minuti, e una descrizione emozionale dei pezzi spesso affidata alla sola strumentazione; tale filone è fortemente rappresentato dagli islandesi Sigur Rós e dagli scozzesi Mogwai.

Look

Come per varie altre correnti musicali (Punk, New Wave, Rockabilly) la “generazione Indie” ha un proprio particolare modo di vestire. Gli elementi che la contraddistinguono possono essere: All Star come scarpe (sia di modello alto che basso, soprattutto di colore uniforme e acceso), vans, jeans strappati e pantaloni molto stretti e a vita alta (anche se ora soppiantati da jeans attillati a vita bassa), polo e magliette a righe (soprattutto bianche e nere o bianche e rosse o rosse e nere), giubbotti di pelle; in generale si prediligono molto abiti vintage, soprattutto anni ’60 e ’80 (proprio come le influenze musicali) oppure abiti in perfetto stile british (riprendenti a volte quelli punk).

[modifica] Lista di indie band famose

* Amusement Parks on Fire
* Another Sunny Day
* Art Brut
* Arctic Monkeys
* Babyshambles
* Belle and Sebastian
* Bloc Party
* Blonde Redhead
* Bright Eyes
* British Sea Power
* Broken Social Scene
* Chikinki
* Death Cab for Cutie
* Dirty Pretty Things
* Editors
* Feeder
* Fields
* Franz Ferdinand
* Idlewild
* Interpol
* Kaiser Chiefs
* Kasabian
* Kings of Convenience

* Klaxons
* Mando Diao
* Maxïmo Park
* Metric
* Morningwood
* Múm
* Mercury Rev
* Nada Surf
* Noisettes
* Of Montreal
* Ok Go
* Panic!at the disco
* Pavement
* Pernice Brothers
* Razorlight
* Sebadoh
* She Wants Revenge
* Sodastream
* Spinto Band
* Stars
* Super Furry Animals
* The Academy Is…
* The Arcade Fire

* The Chalets
* The Faint
* The Flaming Lips
* The Fratellis
* The Futureheads
* The Hives
* The Horrors
* The Killers
* The Knife
* The Kooks
* The La’s
* The Lemonheads
* The Libertines
* The New Pornographers
* The Ordinary Boys
* The Organ
* The Pipettes
* The Radio Dept.
* The Rakes
* The Shins
* The Strokes
* The Subways
* The Thrills

* The Veils
* The Vines
* The View
* The White Stripes
* The Young Knives
* Tilly and the wall
* Von Bondies
* We Are Scientist
* White Rose Movement
* Yeah Yeah Yeahs


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